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In che modo le e-bike hanno contribuito a ricostruire una comunità

In che modo due dozzine di e-bike donate hanno consentito a una comunità di rialzarsi e tornare in sella

Nell’ottobre del 2025, l’uragano Helene ha sconvolto gli Stati Uniti sud-orientali, seminando distruzione lungo il suo percorso. Città sommerse dall'acqua. Abitazioni andate perdute. Vite stravolte per sempre. Le montagne del North Carolina, normalmente frequentate da escursionisti, ciclisti e visitatori, caddero nel silenzio.  

La Pisgah National Forest, con i suoi centinaia di chilometri di trail per MTB fra i migliori al modo, fu colpita in modo particolarmente duro. Circa l’80% degli alberi della foresta fu abbattuto. I trail che un tempo si snodavano come sottili strisce di terra attraverso foreste fitte e rigogliose erano diventati grovigli impraticabili.  

E per gli abitanti che vivono a Pisgah e nei dintorni, questi sentieri sono molto più che semplici luoghi dove praticare ciclismo: sono parte del cuore pulsante della regione. Attirano centinaia di migliaia di visitatori all’anno. Alimentano l’economia locale. E rappresentano qualcosa di più profondo: un modo di entrare in connessione, spostarsi e vivere il territorio. La loro perdita avrebbe significato molto più che una stagione sportiva in meno, bensì privarsi di un’abitudine radicata nella vita di tutti i giorni. 

I volontari del posto sapevano di dover intervenire rapidamente per restituire alla comunità quell'abitudine quotidiana. Tuttavia, con le strade bloccate e la maggior parte dei sentieri accessibili solo in bici o a piedi, la ricostruzione sembrava un’impresa quasi impossibile. 

Ed è stato lì che Matt Ciancia, Territory Manager di Trek, ebbe un’idea straordinaria. Che tipo di motosega può trovare posto su una mountain bike elettrica insieme a qualche gallone di carburante e olio per catena? I membri della Southern Off-Road Bicycle Association (SORBA) e del G5 Trail Collective l’avrebbero scoperto da lì a poco.

Su suggerimento di Matt, Trek ha donato 14 e-MTB Rail per permettere ai volontari di entrambe le organizzazioni di trasportare rifornimenti e orientarsi più facilmente nelle foreste. Il lavoro di ricostituzione dei sentieri che originariamente si prevedeva sarebbe durato mesi o anni improvvisamente divenne molto più gestibile.

Le squadre di pulizia hanno percorso Kitsuma, il percorso fiore all’occhiello della Pisgah, da cima a fondo in un solo giorno, invece che impiegarci almeno una settimana, come avevano ipotizzato. Nell’arco di cinque mesi, hanno ripulito insieme quasi 260 km di sentieri, tralasciandone solo 50, invece di impiegarci anni come molti avevano temuto.

E il loro lavoro non è ancora finito. Le stesse e-bike saranno presto impiegate per costruire centinaia di chilometri di nuovi percorsi, consentendo a Pisgah e alle persone che ci vivono e pedalano, a tornare più forti che mai. 

Le tempeste ci saranno sempre. Ma ciò che conta di più è come sapremo reagire.